COGNOME BORTOLUSSOI BORTOLUZZI

Nella foto la professoressa Maria Teresa Corso

COGNOME BORTOLUSSO

Nel 1936 arrivano a M. da Giai di Gruaro (Venezia) i Bortoluzzi, il cui cognome viene poiAi??modificato in Bortolusso su richiesta al Tribunale da parte di un capostipite (notizie di Lino B.). Quel giornodi Novembre, in particolare era il giorno di San Martino, racconta Lino,

Nella foto la professoressa Maria Teresa Corso

COGNOME BORTOLUSSO
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Nel 1936 arrivano a M. da Giai di Gruaro (Venezia) i Bortoluzzi,

il cui cognome viene poi modificato in Bortolusso su richiesta al Tribunale da parte di un capostipite (notizie di Lino B.). Quel giornodi Novembre, in particolare era il giorno di San Martino, racconta Lino, quando tutti i contadiniAi?? cosAi?? ancheAi?? i miei si spostavano per prendere le terre price of hytrin in pakistan , mia sorella Lina era molto piccola, in fasce e allora per trasportarla lai??i??avevano messa in una sporta di paglia, come si usava allora. La giornata di San Martino era sempre un giorno di trasloco, tanto che A? rimasto il detto Faai??i?? San Martin, proprio per alludere al trasloco. Hai presente, mi dice, il filmAi??Ai?? lai??i??Albero degli zoccoli di Olmi? Ecco, proprio cosAi??. I contadini giravano in cerca di un contratto di mezzadria con i carri pieni delle poche cose che potevano portarsi dietro: per prima cosa quattro tavole e sacchi di foglie per i materassi, la colospa online stopwatch grielaAi?? par rostAi??, quatro cucchiai,il tagliere per la polenta. E cosAi?? A? stato per i Bortolusso che si sono stanziati nel 1936 qui alle Favole, allai??i??epoca in comune di san Giorgio, poiAi?? per effetto di permuta, sotto il comune di Carlino.Ai?? Oggi i miei parenti che sono diventati cacciatori continuano unai??i??attivitAi?? vinicola con valle e agriturismo a Spignon. I miei parenti erano proprio una tipica famiglia patriarcale, erano in trenta persone tra nonni, padri, figli, cognati. Figurati che lavoro 60 pasti al giorno. Le donne lavoravano tantissimo e molto anche gli uomini tra terra, pollame e vigneti. In quel casolare non mancava niente. Se pensi che al primo piano noi ragazzi andavamo a giocare, cai??i??erano appesi salami, soppresse e formaggi e in cantina vino. Erano otto fratelli, uno dei quali, lo zio Romano a tempo perso faceva il norcino verso dicembre: puoi solo pensare cosa poteva portare a casa! Ammazzare i maiali era la sua specialitAi??. Una volta, si ricordano in tanti, il coltello infilato nella carotide dellai??i??animale non era giunto al solito punto, per cui non essendo morto subito Ai??il maiale sai??i??A? messo a correre con il coltello nel colloai??i??..

Cosa ti posso dire dei miei? Da contadini nel tempo sono diventatiAi?? cacciatori, vignai, imbalsamatori. Di recente,Ai?? ai margini della laguna un mio parente dopo unai??i??estenuante caccia durata una settimana ha ucciso un cinghiale di un quintale e qualche chilo. Mi racconta che il cinghiale A? una bestia molto intelligente: sente gli odori, A? diffidente, non si lascia prendere tanto facilmente.

In questi ultimi anni ho portato mio figlio in quel casolare dove vivevano tante persone, figurati anche vicino ad altri contadini uniti da barchesse e sottoportici, una piccola comunitAi??. Ebbene, i nuovi proprietari dopo un intervento di restauro mi hanno detto di aver trovato nelle fessure della facciata, nei buchi del muro delle letterine, scritte dalle mie cuginette e dalle mie sorelline. Delle cose che fanno tenerezzaai??i??..

In dialettoAi?? Maranese

Intel TrentasAi??e ze rivA? alle Favole, vissin Maran da Giai de Gruaro (Ve) i Bortoluzzi, un cognome che el ze stA? modificA? in BortolussoAi?? su richiesta al Tribunal da parte de un capostipite. I gera in tanti in quel paese e duti i se ciameva Bortoluzzi. Quel zorno de Novembre, in particolar gera San Martin, conta Lino, quando che duti i contadini i se sposteva par ciapAi?? le tere, ga fato la stessa roba anca me nuni. La zornada de lai??i??undese novembre la gera sempre un zorno del trasloco, tanto che ze restA? el dito: Faai??i?? San Martin, proprio par dAi?? cambiAi?? casa. Me sorela Lina la gera ancora tanto picola, ai???pena nata, che i ga dovesto portala via in tela sporta de paia, Te ga presente, el me dizi, el cine Lai??i??Albero degli zoccoli di Olmi?. Eco, la stessa roba. I contadini i gireva in serca de un contrato de mesadrAi??aAi?? e i se sposteva coi cari piini de quele poche robe che i podeva portasse drAi??o: par prima roba quatro tole e sacchi de foie par fa de materassi, la griela par rostAi??, quatro guciari, la tola par la polenta. E cussAi?? ze sto par i Bortolusso che i se ga stansiA? ale Favole, a lai??i??epoca soto el comun de San Zorzi, dopo par efeto de permuta, soto el comun de Carlin. Ancuo i me parinti, che tra lai??i??altro i ze deventai cassia duri i continua unai??i??ativitAi??e de vin con la vale e con lai??i??agriturismo a Spignon. I me parinti i gera proprio una tipica fameia patriarcal, i gera in trenta fra nuni, pare e mare, fiori, nevudi, cugnai. Figurete che lavor: sessanta pasti al zorno le veva de preparAi?? ste done. Lore le lavoreva tanton, e i omini anca, tra terra, polame, vigna.

In quel casal no mancheva niente. Se te pinsi che al primo pian dove che nantre fioi ai???ndevomo a ziogAi?? gera tacai salami, sopresse e i formagi po!. E la cantina piena de vin!Ai??Ai??Ai?? I gera oto fradei, un de quisti, el zio Romano, a tempo perso el feva el copaporchi (=norcino) verso dicembre: te pol sol pensAi?? cossa chai??i??el podeva portAi?? a casa, lu! CopAi?? el porco gera la so specialitAi??, el gera bravo. PerA? una volta, e i se ricorda in tanti, el cortel no l ze sto ben infilA? intel col dela bestia, e quindi no essendo morto subito el porco el se ga messo a core con el cortel intel colai??i??.

Cossa posso dite dei Bortolusso? Da contadini i ze deventai cassiaduri, cantineri, imbalsamaduri. De poco, un me cusin el ga copA? longo i arzini un singhial de un quntal e qualchi chilo. El me conteva che no ze una bestia fassile, la ze inteligente, la sinti i oduri, la ze difidente, insoma ze tanto dificile copala. Qualchi tempo fa go portA?, el me conta, me fio in quel casal, a vede dove che son nato e dove che stevemo in tantiai??i?? Figurete gera anca altre fameie vissin, soto i portici, dute insieme, se gera una picola comunitAi??. Bon, i niuvi paruni del casal, dopo ve fato un restauro i me dizi de ve trovA? in tele fessure, inti busi dei muri dele letere scrite da me sorele e da me cusine. Dele robe che fa teneressaai??i??..

A cura di Maria Teresa Corso

quando tutti i contadiniAi?? cosAi?? ancheAi?? i miei si spostavano per prendere le terre, mia sorella Lina era molto piccola, in fasce e allora per trasportarla lai??i??avevano messa in una sporta di paglia, come si usava allora. La giornata di San Martino era sempre un giorno di trasloco, tanto che A? rimasto il detto Buy Faai??i?? San Martin, proprio per alludere al trasloco. Hai presente, mi dice, il filmAi??Ai?? lai??i??Albero degli zoccoli di Olmi? Ecco, proprio cosAi??. I contadini giravano in cerca di un contratto di mezzadria con i carri pieni delle poche cose che potevano portarsi dietro: per prima cosa quattro tavole e sacchi di foglie per i materassi, la grielaAi?? par rostAi??, quatro cucchiai,il tagliere per la polenta. E cosAi?? A? stato per i Bortolusso che si sono stanziati nel 1936 qui alle Favole, allai??i??epoca in comune di san Giorgio, poiAi?? per effetto di permuta, sotto il comune di Carlino.
Oggi i miei parenti che sono diventati cacciatori continuano unai??i??attivitAi?? vinicola con valle e agriturismo a Spignon. I miei parenti erano proprio una tipica famiglia patriarcale, erano in trenta persone tra nonni, padri, figli, cognati. Figurati che lavoro 60 pasti al giorno. Le donne lavoravano tantissimo e molto anche gli uomini tra terra, pollame e vigneti. In quel casolare non mancava niente. Se pensi che al primo piano noi ragazzi andavamo a giocare, cai??i??erano appesi salami, soppresse e formaggi e in cantina vino. Erano otto fratelli, uno dei quali, lo zio Romano a tempo perso faceva il norcino verso dicembre: puoi solo pensare cosa poteva portare a casa! Ammazzare i maiali era la sua specialitAi??. Una volta, si ricordano in tanti, il coltello infilato nella carotide dellai??i??animale non era giunto al solito punto, per cui non essendo morto subito Ai??il maiale sai??i??A? messo a correre con il coltello nel colloai??i??..
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In questi ultimi anni ho portato mio figlio in quel casolare dove vivevano tante persone, figurati anche vicino ad altri contadini uniti da barchesse e sottoportici, una piccola comunitAi??. Ebbene, i nuovi proprietari dopo un intervento di restauro mi hanno detto di aver trovato nelle fessure della facciata, nei buchi del muro delle letterine, scritte dalle mie cuginette e dalle mie sorelline. Delle cose che fanno tenerezzaai??i??..

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In quel casal no mancheva niente. Se te pinsi che al primo pian dove che nantre fioi ai???ndevomo a ziogAi?? gera tacai salami, sopresse e i formagi po!. E la cantina piena de vin!Ai??Ai??Ai?? I gera oto fradei, un de quisti, el zio Romano, a tempo perso el feva el copaporchi (=norcino) verso dicembre: te pol sol pensAi?? cossa chai??i??el podeva portAi?? a casa, lu! CopAi?? el porco gera la so specialitAi??, el gera bravo. PerA? una volta, e i se ricorda in tanti, el cortel no l ze sto ben infilA? intel col dela bestia, e quindi no essendo morto subito el porco el se ga messo a core con el cortel intel colai??i??.

Cossa posso dite dei Bortolusso? Da contadini i ze deventai cassiaduri, cantineri, imbalsamaduri. De poco, un me cusin el ga copA? longo i arzini un singhial de un quntal e qualchi chilo. El me conteva che no ze una bestia fassile, la ze inteligente, la sinti i oduri, la ze difidente, insoma ze tanto dificile copala. Qualchi tempo fa go portA?, el me conta, me fio in quel casal, a vede dove che son nato e dove che stevemo in tantiai??i?? Figurete gera anca altre fameie vissin, soto i portici, dute insieme, se gera una picola comunitAi??. Bon, i niuvi paruni del casal, dopo ve fato un restauro i me dizi de ve trovA? in tele fessure, inti busi dei muri dele letere scrite da me sorele e da me cusine. Dele robe che fa teneressaai??i??..

A cura di Maria Teresa Corso

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