La cultura si mangia!

B Nell’ ambito del convegno La cultura si mangia! Il cibo come patrimonio culturale. In pescaria vecia si è tenuto il convegno: Oggi parliamo di pesce. Le novità legate al Bisato in speo: Entra »

Valerio Ghin

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Serata con le Piume di Laguna e i Cru di Ronchi di Cialla

Venerdi 19 o 26 Aprile Degustazione con Le Piume di Laguna !!! Millefoglie con PatA? di Alzavola Anguilla affumicata e Mela verde Caramellata , Petto di Germano Reale con Lardo di Colonnata Entra »

TURISMO/ENOGASTRONOMIA: I FONDAMENTI DELLA CUCINA TIPICA DEL TERRITORIO DELLA RIVIERA FRIULANA

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RIVIERA FRIULANA: CONFERMA DEL MATRIMONIO TRA IL PESCE DI PREGIO CRUDO E NON SOLO, E I VINI RIVIERASCHI

Ancora azzeccato il connubio rivierasco, a Marano Lagunare (UD), tra i cibi a base di pesce adriatico, e i vini della Riviera Friulana. Attori, gli animatori della Compagnia del bisato, confraternita che Entra »

Category Archives: approfondimenti

La cultura si mangia!

B Nell’ aimg11 (1)mbito del convegno

La cultura si mangia! Il cibo come patrimonio culturale.

In pescaria vecia si è tenuto il convegno: Oggi parliamo di pesce.

Le novità legate al Bisato in speo:

Il   dott. Nicola Bressi, direttore dei Musei civici di Trieste, parlando dei vari tipi di pesca sostenibile ha affermato con sorpresa degli astanti che le anguille sono state oggetto di studio di Sigmund Freud nella sua tesi di laurea che stabil

che andavano a riprodursi nel Mar dei Sargassi. 

Nel 1927 le anguille di Marano sono state introdotte nel corso del Timavo per conoscere il percorso del fiume che scorre sotterraneo per  40 km. Le anguille introdotte erano 200 e ne uscirono 6, numero sufficiente per stabilire che le acque del Timavo nascevano in un punto e sfociavano in Adriatico.

Valerio Ghin

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MARANO LAGUNARE UD ,15 GIUGNO ANTICA FESTA DI SAN VIO, MODESTO, CRESCENZIA

MARANO LAGUNARE UD FESTA DI SAN VIO ANNI 30

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El Statuto de la Magnifica ComunitAi??e de Maran el riporteva al capitolo disdoto la regola par eleze el Capitano de San Vio. Fin dal 1600 quindi gera la festa el 15 giugno e ogni ano vigniva eleto un Capitano chai??i??el sorvelissi el bon andamento dela festa. Seguendo lai??i??antica tradission, i scriveva, statuimo che ogni ano la vizilia de S.Vio par scrutinio sia eleto un idoneo e sufficiente Capitaneo par resguardAi?? la festivitAi??e, el qual Capitaneo el possa anca eleze secondo come che ghe par, dei omini de Maran, no manco de 25, co la facoltAi??e demete dele pene, de coreghe drio e ciapali par mitili in preson par i tre zurni , quii trasgresuri e rompituri dela dita festa.

Vita maranese: I traganti ai???cacciatori di spingardaai??i?? nel 1901Vita maranese: I traganti ai???cacciatori di spingardaai??i?? nel 1901

Dipinto di caccia di Marano Lagunare

Dipinto di caccia di Marano Lagunare Udine

where can i buy baby benadryl Tutti i tempi e tutte le ore sono favorevoli per la caccia dei mazorini Cheap . Il tragante (cacciatore di spingarda), preparata la sua batela, si reca nel cason; qui aspetta lai??i??ordine dellai??i??acqua, disponendo le sue cose. Intanto cala la notte ed egli con molta cautela si avvia verso il punto dove immagina di trovare i mazoriniAi?? . Il caligo (nebbia), il chiarore della luna, il silenzio della notte, la tranquillitAi?? dellai??i??acqua, il mormorAi??o delle onde, il vento che soffia ed altre circostanze danno sempre nuova fase alle operazioni del cacciatore. Eai??i?? costante perA? il metodo di seguire i mazorini, sottovento, cioA? col vento in faccia per non destare la loro attenzione, essendo essi tanto accorti e maliziosi che perfino A? comune credenza che essi sentano lai??i??odore del tragante o della polvere. CosAi?? pure nelle notti rischiarate della luna, il cacciatore deve trovarsi sempre di fronte ad essa, sia per scoprir meglio i mazorini e sia anche perchA? la sua ombra non rechi loro paura. Va intanto il cacciatore piano piano per questo quel rio (rigagnolo) finchA? gli giunge allai??i??orecchio il gracidAi??o dei mazorini

Allora la sua attenzione si acuisce; tende lai??i??orecchio, calcola la distanza, quando lo crede opportuno, spara lai??i??arma. I mazorini spaventati dallo scoppio, si alzano per fuggire, ma i piA?, feriti mortalmente, ricadono sul sito, altri, fatta una volata, vanno a morire poco lontano, pochissimi poi rimangono illesi. Il cane, bene ammaestrato, si slancia nellai??i??acqua, attraversa il fango, e, con coraggio sorprendente, aiuta il tragante, nella raccolta della buona presa.

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Questo metodo di caccia, praticato durante le notti nuvolose, e con la sola guida del gracidAi??o dei mazorini, si dice cheap pills a sintA?a, cioA? in ascolto. Ciascuno deve avere grandissima attenzione di non allontanarsi dalla propria cerchia per non correre il pericolo di causare funeste conseguenze ad altro cacciatore. Ma non di rado il colpo va a vuoto, non perchAi?? il tragante non abbia saputo misurare la distanza, per la grande pratica difficilmente si inganna, anche quando nevica o la nebbia ricopre la laguna; ma perchAi?? i mazorini, avvertiti dallai??i??odore, come sopra si A? detto, o disturbati dal canto di qualche cocal ovvero Garso, Airone (Ardea Cinerea) o per altro motivo, alzano il volo prima che il cacciatore possa sparare. Non per questo egli perde la pazienza, e continua le sue ricerche a sintA?a passando magari la notte intiera senza poter fare nessun tiro, e ritornando in paese stanco dalle fatiche e con un mondo di disillusione.

Non piA? facile riesce la caccia durante il giorno; in quanto che i mazorini stanno maggiormente allai??i??erta e non si lasciano avvicinare da nessuno. I luoghi meglio indicati sono quelli che offrono riparo con cespugli, con piccole macchie o con gli argini dei rii, mercA? i quali si arriva inaspettati alla scoperta dei mazorini che, col becco sotto lai??i??ala, fanno molte volte un sonnetto.

In tempo di dosana (periodo di poca acqua nella laguna), oppure di secca, il tragante fissa la batela servendosi della tola da fango che A? pronta per questo scopo; si avanza lentamente stando ginocchio o bocconi, tenendo allo scoperto soltanto la testa sempre pronto e attento, poichAi?? non potendosi maneggiare la spingarda come il fucile, il colpo deve partire quasi orizzontale e a fior dai??i??acqua. Tutto dipende da quellai??i??istante; Cheap chA? se i mazorini giungono ad alzare il volo, il tragante resta con tanto di bocca e col dito sul grilletto.

Un bel metodo A? poi praticato da qualcuno che va alla caccia senza arma. Questi sono i cosAi?? detti scorazza tori (cercatori dai??i??uccelli), i quali, girando qua e lAi?? per la laguna, attendono a raccogliere quei mazorini che feriti e sfuggiti al cacciatore, sono andati a morire in altro sito.

La vista di un bel gruppo di quelli uccelli deve essere emozionante, e chi arriva a fare un buon tiro, se lo ha proprio meritato. Il freddo, il vento e la neve facilitano alquanto la caccia, ma recano maggiori i disagi e piA? grandi le fatiche, tanto che si puA? dire che il piA? delle volte la preda non compensa il lavoro fattoai???.

Patria del Friuli 27.11.1901 (BCU).

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El caligo (nebbia), el ciaro de luna, el silensio, lai??i??aqua queta, el rumor dele onde, el vento che supia e altre ocasion le da sempre una niova operassion del cassiador. Ze peraltro sempre quel el metodo de core drAi??o ai mazurini, sotovento, val a dAi?? con vento intel muso par no fasse acorse, sendo luri tanto malfidinti che parfin ze un deto, che i sinta lai??i??odor del tragante o dela polvere (da sparo). CussAi?? intele note col ciaro de luna, el cassiador el ga sempre de trovasse davanti de ela (alla luna), de una che truvi meio i mazurini e dopo anca parchA? la so ombra no la ghe fassa paura. El va intanto el cassiador loto loto (piano piano) par questo quel rio, finchA? no ghe riva ala recia el qua qua qua dei mazurini.

Alora el cassiamo el fa piA? atension; el tindi la recia, el calcola la distansa, co el cridi giusto, el spara. I mazurini, spasemai dal scopio, i se alsa par scampAi??, ma tanti, ormai ferii, i casca sul posto, altri, co i ga fato un svolo, i va a morAi?? poco untan, puchi i resta intieri. El can, ben amaestrA?, el se buta in aqua, el traversa el fango e, con corajo, el giuta el tragante, a ciapAi?? su i capi morti.

Sto metodo de cacia, chai??i??el vien praticA? co ze note de nuvolo, e co sol come guida el canto dei mazurini, el se ciama a sintA?a, val a dAi?? sintindo. Ogniun el ga de vA? tanta atension de no lontanasse dal proprio giro par no core el rischio de causAi?? una disgrassia o altre conseguense a qualchi altro cassiador.

Spesso el colpo va a svodo, no parchA? el tragante nol sapia misurAi?? la distansa, che par la pratica chai??i??el ga, difficilmente el se imbroja, anca quando che nevega o el caligo el coversi duto el palA?o; ma parchA? i mazurini, avertii del odor o disturbai dal canto de qualchi cocal o Garso, Airone (Ardea cinerea) o par altro motivo, i alsa el volo prima chai??i??el cassiador el possa sparAi??. No par questo lu el perdi la pasiensa e el continua a sercAi?? a sintA?a, passando magari duta la note sensa fa nessun tiro, e tornando in paese stanco dale fadighe e con una granda delusion.

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PiA? dificile ze la cacia de zorno, in quanto i mazurini i sta ai???in campanaai??i?? de piA? e no i se lassa avicinAi?? da nessun. I giughi piA? giusti i ze quii che ofri un riparo con bari, con grumi de erba o co i argini dei rii, grassie a quii che ze riva a scoverse i mazurini che col beco sote le ale, i ze drAi??o fasse na durmAi??a.

In tempo de dosana (periodo di poca acqua), opur de seca, el tragante el fissa la batela, usando la tola de fango che la ze pronta al scopo; el va vanti pian pian, stando in disnoccion o distirA?, tignindo fora sol che la testa sempre pronto e tento, parchA? la spingarda no se pol manovrala come un stiopo e quindi el colpo el ga de partAi?? quasi drito a pel de aqua. Duto dipindi da quel momento: che, se i mazurini i se alsa in volo, el tragante resta con tanto de boca e col deo sul grileto.

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Un bel metodo el ze po praticA? da qualchidun che va a cacia sensa armi. Ze i cussAi?? diti sercaduri de unsei, i quai, zirando qua e lAi?? pal palA?o, i tindi a ciapAi?? su quii mazurini che ferii e scampai al cassiador, i ze andai a murAi?? in un altro posto.

El vede de quel grumo de unsei el ga de gesse ai???forteai??i??, e chi che riva a fa un bon tiro, el se lo ga proprio meritA?. El fredo, el vento, la neve i facilita la cacia, ma i porta tanti disagi e tanta fadiga, tanto che se pol dAi?? che el piA? dele volte ze meio andAi?? a crompali za morti.

A cura di Maria Teresa Corso

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