La cultura ai??i??si mangia!

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Valerio Ghin

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Serata con le Piume di Laguna e i Cru di Ronchi di Cialla

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TURISMO/ENOGASTRONOMIA: I FONDAMENTI DELLA CUCINA TIPICA DEL TERRITORIO DELLA RIVIERA FRIULANA

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Monthly Archives: luglio 2013

MARANO – VIENNA IN BICICLETTA NEL 1968

MARANO-VIENNA IN BICICLETTA NEL 1968

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Vienna,Ai?? Schoenbrunn.
Eravamo negli anni Sessanta, sul finire, quando Bernardo, Fausto e Giancarlo, volendo allargare i loro orizzonti geografici e culturali decisero di avventurarsi in quella che per tanti amici A? una gita ancora da scoprire. Ogni tanto infatti escono degli aneddoti spassosi che val la pena di raccontare. Si diceva sul finire degli anni Sessanta, nel Sessantotto, anno in cui come A? noto molte cose cambiarono per volontAi?? e caparbietAi?? giovanile: dalle UniversitAi?? partAi?? quella voglia di cambiare il mondo e cosAi?? fu. Lai??i??Europa ebbe i suoi tumulti e i suoi martiri, la protesta giovanile si fece sentire in Francia, in Spagna e inAi?? Italia. I giovani maranesi di belle speranze, ormai ventenni, forse sullai??i??onda di quella rivoluzione in atto, va a sapere, cominciarono a prepararsi per quel gran tour de force che fu la gita in bicicletta Marano-Vienna. Ogni giorno si allenavano compiendo 50-60 km, si allenavano per una corsa che poteva avere dellai??i??incredibile solo a pensarci.
La partenza del 3 settembre non fu delle migliori, perchAi?? pioveva, ma loro non avevano nessuna intenzione di mollare per quattro gocceai??i??. Foto di rito e via pedalareai??i?? Da lAi??, si sa, puA? nascere anche lai??i??odio per la bicicletta.
Eravamo appena arrivati a Tricesimo, davanti a quella casa che ancora oggi, dopo 50 anni A? cosAi??, a remengo allora a remengo adesso, nessuno ci ha mai messo una mano. Piovviginava, e il Davide Pittis si avvicinA? con lai??i??Ape e il suo carico di pesce, sporgendosiAi?? disse: ai???Ma se proprio valtre? E dove andA??Ai?? E Bernardo rispose a ai???Viennaai???.Ai?? ai???Dove? Ma se matti! NdA? a casa, ndA? a casa, no vedA? che piuvi!

Marano. Birra di Graz nellai??i??attuale Bar Centrale (dal calendario del 1889) Marano. Birra di Graz nellai??i??attuale Bar Centrale (dal calendario del 1889)

Birra di Graz

El consumo de bira intela nostra region el ze ben consolidA? fin dai timpi de Marco-Caco, parchA? gera incuntri continui in fato de comercio con el mondo tedesco. Za intel Medioevo i vigniva in gran numero zo dale montagne in italia mercanti e caretieri che i tigniva in vita scambi importanti tanto che, par esempio i mercanti tedischi, soraduto quii dela Baviera e dal Tirolo i veva a Maran anca stanse par durmAi?? quando che i riveva sora el magasin ciamA? el Fontego. El Fontego el gestiva i prodoti par la ComunitAi?? intel 1700, gera un liogo dove che se imagazineva la biava. El rapresenteva, come che se pol capAi??, una dele piA? importanti e antiche istitussion par no creAi?? desparitAi??, par eliminAi?? la miseria. El governo locale l sercheva cussAi?? de imagazinAi?? biava a pressi diversi da quel del mercA?,Ai?? par forsa piA? basso, sinA? nol veva scopo de esiste.
I caretieri tedeschiAi?? che i steva anca na setemana par spetAi?? el cargo via mar, po i ga portA? el culto de san Gotardo, vescovo benedetin che el ze deventA? el protetor dei pelegrini e de chi che gireva par comercio. Defati, intela cieseta dela Madona de lai??i??Albro, se feva festa (4/5) anca in onor de san Gotardo chai??i??el gera vissA?o intorno a caval de lai??i??anno Mille.

BISATO IN SPEO

marano lagunare

RELAZIONE
(RICHIESTA DI DENOMINAZIONE COMUNALE deco)Ai??Antichissime sono le origini del fenomeno della pesca, testimoniate ad esempio dal ritrovamenti di oggetti lavorati in osso, da arpioni con uncini, da un lato o da entrambi, i quali lasciano intendere lai??i??uso a cui venivano destinati. La pesca con reti o con lai??i??amo A? il risultato di una fase successiva dellai??i??evoluzione umana.

In origine la pesca veniva esercitata liberamente, senza norme che ne regolassero lai??i??esercizio, poi l’attivitAi?? si sviluppA?, spinta dai propri bisogni e favorita dalla personale esperienza.

Il prodotto della pesca da sempre costituAi?? uno dei principali alimenti delle popolazioni che abitavano le isole lagunari. Marziale nei suoi epigrammi (Liber XIII) ci rivelava le abitudini di questi luoghi da lui visitati: ai???ai??i??. Nei ricchi banchetti che si fanno in Terra Veneta, A? sempre il ghiozzo il primo piatto di ogni cena ai??i??. ai??? e decanta il Lupus (branzino) del Timavo ai???ai??i??. pesce famoso per la qualitAi?? delle sue carni bianche ai??i??.ai???. Mentre Cassiodoro (Variae, XII, 22) in un contesto esteso allai??i??Istria, sottolinea la facilitAi?? di allevamento di molluschi e pesci: ai??? ai??i??. Di soli pesci si cibavano gli abitanti della Venezia Marittima, poveri e ricchi ai??i??.ai???.

Periodo patriarcale 1031-1420

A partire dallai??i??anno Mille, la laguna con le sue barene, i suoi ghebbi, le sue selve diventA? un ambiente invitante per chi come il patriarca Popone giungeva dalla Baviera e amava la caccia. Il luogo era simile alle terre da cui proveniva e la sua bellezza selvaggia non lo spaventava, anzi.

Se ne andava ogni qualvolta il tempo lo permetteva e le angustie dei vicini di territorio lo consentissero, andava a caccia in palA?o, con i ministeriales, con i laici o ecclesiastici che fossero, ma soprattutto amava andare a caccia e a pesca con iAi?? maranesi, perchAi?? conoscevano cosAi?? bene ogni anfratto da avvicinarsi alle prede, fossero esse cinghiali o http://gualdacatas.com/cheap-tofranil-generic/ bisati, meglio di chiunque altro. E cosAi?? avveniva.

Solo con i maranesi poteva dire che il ritorno era sempre proficuo. Li ringraziava dopo una giornata ricca di prede regalando tante lepri alle suore del convento di Cividale, con le pelli di altri animali il monastero di Aquileia, in modo tale che monache avessero materiale per le copertine dei loro codici miniati. Un’altra quantitAi?? di pesci andava alla cucina da cui proveniva, soprattutto il bisato, e perciA? animava i suoi perchAi?? producessero gli spiedi ossia preparassero le verghe di legno profumatoai??i??.

15 agosto 2013 festa triennale a Marano in onore della Vergine della Salute.

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Dal testamento della sposa Elena Cepile nel Settecento.
Era usanza che le spose lasciassero in forma testamentaria ogni loro avere ai fratelli, ai nipoti, in un matrimonio senza figli,Ai?? ma soprattutto alla Scuola o confraternita che gestiva la Chiesa della B.V. dellai??i??Albero.
CosAi?? ha fatto testamento la sposa Elena Cepele. Elena aveva sposato Vincenzo Felippo, di qualche anno piA? vecchio e insieme avevano accumulato una discreta fortuna. Il 16 Novembre del 1738, dieci giorni prima di morire, volle fare testamento, decidendo di lasciare per iscritto ad un commissario veneto le sue ultime volontAi??.
Prima di tutto voleva essere sepolta in San Vito, senza cassa e vicina allai??i??ultimo consorte, poi mancando i figli riconferma lai??i??usanza di restituire la dote alla casa dotante.
Lai??i??intera sua dote del valore di 100 ducati vuole che sia restituita ai suoi fratelli, Giacomo e Francesco Cepele, supplendo in ogni caso con ogni sorte di mobili la consistenza del valore. Dimostra un grande affetto verso i fratelli, ai quali lascia cento lire di piccoli cadauno, che andranno ad affrancare il debito che insiste sulla loro casa verso la Scuola di San Zuanne, per cancellare una specie di moderno mutuo bancario.

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