La cultura si mangia!

B Nell’ ambito del convegno La cultura si mangia! Il cibo come patrimonio culturale. In pescaria vecia si è tenuto il convegno: Oggi parliamo di pesce. Le novità legate al Bisato in speo: Entra »

Valerio Ghin

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Serata con le Piume di Laguna e i Cru di Ronchi di Cialla

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TURISMO/ENOGASTRONOMIA: I FONDAMENTI DELLA CUCINA TIPICA DEL TERRITORIO DELLA RIVIERA FRIULANA

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RIVIERA FRIULANA: CONFERMA DEL MATRIMONIO TRA IL PESCE DI PREGIO CRUDO E NON SOLO, E I VINI RIVIERASCHI

Ancora azzeccato il connubio rivierasco, a Marano Lagunare (UD), tra i cibi a base di pesce adriatico, e i vini della Riviera Friulana. Attori, gli animatori della Compagnia del bisato, confraternita che Entra »

Daily Archives: 5 novembre 2012

TERRITORIO: CONSEGNATO DALL’ASSESSORE COMUNALE ANDREA FELLUGA A LUIGI ZAGO, TITOLARE E CHEF DEL RISTORANTE AL CASONE DEL GOLF CLUB GRADO (GO), L’ATTESTATO DI ADESIONE A LA RIVIERA FRIULANA

ANCHE L’AMMINISTRAZIONE DELL’ISOLA D’ORO E’ INTERESSATA AL PROGETTO RIVIERASCO, DEL QUALE HA SPOSATO LA FILOSOFIA FIN DALLA REALIZZAZIONE DEL VOLUME DI CARLO MORANDINI
“Il progetto La Riviera Friulana bene si abbina con il percorso di qualitAi?? perseguito dal Comune di Grado e dall’intera Isola d’oro”. L’ha affermato l’assessore alle AttivitAi?? Produttive e allo Sport dell’Amministrazione civica gradese, Andrea Felluga, nel consegnare, assieme al Presidente dell’Associazione culturale no profit La Riviera Friulana, Carlo Morandini, l’attestato che sancisce l’adesione di Luigi Zago, e del ristorante Al Casone, situato nell’ambito del Golf Club di Primero (GO). “Iniziative come quella avviata da La Riviera Friulana ai??i?? ha aggiunto Felluga ai??i?? sono importanti perchAi?? promuovono il brand della nostra realtAi?? verso chi ancora non la conosce”.ANCHE L’AMMINISTRAZIONE DELL’ISOLA D’ORO E’ INTERESSATA AL PROGETTO RIVIERASCO, DEL QUALE HA SPOSATO LA FILOSOFIA FIN DALLA REALIZZAZIONE DEL VOLUME DI CARLO MORANDINI “Il progetto La Riviera Friulana bene si abbina con il percorso di qualitAi?? perseguito dal Comune di Grado e dall’intera Isola d’oro”. L’ha affermato l’assessore alle AttivitAi?? Produttive e allo Sport dell’Amministrazione civica gradese, Andrea Felluga, nel consegnare, assieme al Presidente dell’Associazione culturale no profit La Riviera Friulana, Carlo Morandini, l’attestato che sancisce l’adesione di Luigi Zago, e del ristorante Al Casone, situato nell’ambito del Golf Club di Primero (GO). “Iniziative come quella avviata da La Riviera Friulana ai??i?? ha aggiunto Felluga ai??i?? sono importanti perchAi?? promuovono il brand della nostra realtAi?? verso chi ancora non la conosce”. “E in particolare ai??i?? ha soggiunto ai??i?? come in questo caso specifico promuove la cucina gradese, che, a nostro avviso, nell’area rivierasca si colloca al primo posto”. Soddisfatto del riconoscimento, che impegna il locale di pregio che si trova a ridosso della Laguna e dei campi da Golf, a brevissima distanza dal mare, a mantenere il livello di qualitAi?? che ha raggiunto in questi ultimi anni, il titolare e chef de Al Casone, Zago. Originario della riviera friulana, fin dall’inizio tra i protagonisti della promozione dell’idea rivierasca, formatosi, come lo fu Valerio Ghin, al quale l’ARGA, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio, dedica un Premio giornalistico organizzato in concorso con La Riviera Friulana, nella grande scuole dell’Hotel Astoria Italia di Udine con Giorgio Busdon e Giovanni Gallinaro, Zago ha tenuto a precisare i motivi della svolta del locale gradese. “Aderisco con convinzione a questo progetto ai??i?? ha affermato riferendosi a La Riviera Friulana ai??i?? perchAi?? la clientela del nostro locale A? molto esigente e articolata, e proviene in particolare dall’Austria, dalla Germania, dalla Slovenia, dalla Svizzera; le loro attese sono mirate a conoscere da vicino l’area rivierasca: e noi, con l’Associazione, possiamo farla conoscere a fondo e in modo concreto”. “Sposiamo dunque ai??i?? ha concluso ai??i?? la filosofia della Riviera Friulana, forti del fatto che mentre all’inizio della gestione de Al Casone i nostri clienti venivano a mangiare da noi perchAi?? andavano a giocare a golf, ora, vengono invece a giocare a golf perchAi?? possono mangiare da noi: hanno dunque imboccato la strada della ricerca dei sapori e delle peculiaritAi?? rivierasche”.

TERRITORIO: CONSEGNATO AL DIRETTORE MARCO RABINO L’ATTESTATO DI ADESIONE ALL’IDEA RIVIERASCA DELLA PIU’ GRANDE AZIENDA VITIVINICOLA DEL NORD ITALIA


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CA’ BOLANI, GRUPPO GIANNI ZONIN WINEYARDS, COMPRENDE LE TENUTE MOLIN DI PONTE E CA’ VESCOVO SU UN’ESTENSIONE COMPLESSIVA DI 800 ETTARI, 550 A VIGNETO, SU QUATTRO TERRITORIO COMUNALI

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Se Virgilio si fosse soffermato a Molin di Ponte (Strassoldo di Cervignano – UD), e non lo possiamo del tutto escludere, potrebbe essersi appostato sulle arcate romane, lAi?? dove le acque del Natissa e dell’Aussa si confondono raccogliendo corsi di risultiva, e avere lasciato scorrere il suo pensiero cullato dalla limpidezza cristallina che i due fiumi lasciano tutt’oggi trasparire. E’, quella citata, una pur minuscola parte della vasta tenuta CAi?? Bolani, che alla metAi?? degli anni ’70 la famiglia Zonin ha acquistato dal Lloyd per farne un’area destinata alla viticoltura di pregio della Riviera Friulana.
Anche in considerazione dei traguardi raggiunti da CAi?? Bolani, l’Associazione Culturale no profit La Riviera Friulana ha consegnato con vanto l’attestato di adesione dell’azienda all’idea rivierasca. RappresentA? il primo acquisto rurale degli Zonin al di fuori del Veneto. CAi?? Bolani si trova nel cuore della DOC Friuli Aquileia, consorzio del quale, peraltro, il direttore, Marco Rabino, A? il presidente. E rappresenta la piA? grande azienda vitivinicola del Nord Italia. Vi sono coltivate le varietAi?? di piA? antica tradizione dell’area, come il Refosco e il Cabernet, bianchi di pregio come il Pinot Bianco, lo Chardonnay, il Traminer; ma anche il Friulano, giAi??, ahimA?, Tocai.

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CA’ BOLANI, GRUPPO GIANNI ZONIN WINEYARDS, COMPRENDE LE TENUTE MOLIN DI PONTE E CA’ VESCOVO SU UN’ESTENSIONE COMPLESSIVA DI 800 ETTARI, 550 A VIGNETO, SU QUATTRO TERRITORIO COMUNALI

Se Virgilio si fosse soffermato a Molin di Ponte (Strassoldo di Cervignano – UD), e non lo possiamo del tutto escludere, potrebbe essersi appostato sulle arcate romane, lAi?? dove le acque del Natissa e dell’Aussa si confondono raccogliendo corsi di risultiva, e avere lasciato scorrere il suo pensiero cullato dalla limpidezza cristallina che i due fiumi lasciano tutt’oggi trasparire. E’, quella citata, una pur minuscola parte della vasta tenuta CAi?? Bolani, che alla metAi?? degli anni ’70 la famiglia Zonin ha acquistato dal Lloyd per farne un’area destinata alla viticoltura di pregio della Riviera Friulana.
Anche in considerazione dei traguardi raggiunti da CAi?? Bolani, l’Associazione Culturale no profit La Riviera Friulana ha consegnato con vanto l’attestato di adesione dell’azienda all’idea rivierasca. RappresentA? il primo acquisto rurale degli Zonin al di fuori del Veneto. CAi?? Bolani si trova nel cuore della DOC Friuli Aquileia, consorzio del quale, peraltro, il direttore, Marco Rabino, A? il presidente. E rappresenta la piA? grande azienda vitivinicola del Nord Italia. Vi sono coltivate le varietAi?? di piA? antica tradizione dell’area, come il Refosco e il Cabernet, bianchi di pregio come il Pinot Bianco, lo Chardonnay, il Traminer; ma anche il Friulano, giAi??, ahimA?, Tocai. E il Prosecco, assieme ad altri frizzanti. I vini di CAi?? Bolani non risentono della vastitAi?? dell’azienda, che misura ben 800 ettari, anzi. Negli anni si son perfezionati. La linea seguita da Rabino, di origini piemontesi e con una lunga esperienza in un’azienda siciliana di fama mondiale, e voluta da Zonin Wineyards, A? quella di produrre vini gradevoli, dai profumi e dal gusto equilibrato. Valorizzandone le caratteristiche e le carature originali. Questa la piacevole sorpresa che si rinnova a ogni degustazione. E in occasione dei convivi-degustazione che spesso Rabino organizza, dedicando l’accostamento tra i sapori della tradizione friulana, rivierasca, adriatica, ai prodotti vinicoli delle numerose aziende del gruppo Zonin, sparse in Italia, dal Friuli, alla Puglia, dal Piemonte alla Sicilia. Degustazioni a base di fasolari, con gli spumanti Zonin, di funghi e crostacei, con i vini piA? delicati, di formaggi erborinati, con i vini d’annata. Quest’ultimo appuntamento A? in programma per metAi?? novembre. A CAi?? Bolani si arriva dall’abitato dell’antico borgo castellano di Strassoldo, in Comune di Cervignano. Poi, si imbocca un viale alberato rivolto a Sud Est, che rivela l’estensione dell’azienda, alla quale, in gran parte del Nord Est, non siamo abituati: oltre 3 chilometri di strada bianca contornata da alti cipressi. All’interno, tra questa realtAi?? che si distende sui territori di quattro Comuni contigui, e le altre, site a non molta distanza, in Comune di Terzo d’Aquileia e Aquileia, operano oltre 100 persone e vive una ventina di famiglie. CAi?? Bolani racchiude perA? anche una parte della storia del territorio rivierasco e dell’aquileiese. Accanto al ponte romano vi era il borgo Molin di Bosco, raso al suolo negli anni ’60 per lasciare posto all’agricoltura. Un sito suggestivo, del quale, come ci mostra Rabino nel centro visite dell’azienda, rimangono soltanto le foto ingiallite dal tempo. Oltre, fortunatamente, all’ambiente bucolico che abbiamo descritto in apertura. E al ponte di origini romane, spesso scenario ambito di matrimoni e cerimonie. Degli 800 ettari, 550 sono destinati a vigneto. Ed A? proprio questa la piA? importante estensione a vigna del Nord Italia. “La famiglia Zonin ha scelto queste terre ai??i?? ricorda Rabino ai??i?? perchAi?? vantano caratteristiche simili a quelle di altre zone vitivinicole europee rese famose dai risultati delle loro uve: clima piA? temperato d’inverno, piA? fresco d’estate grazie alla breve distanza che separa i monti e le colline dal mare, nei pressi del quale si trovano le nostre vigne”. “I terreni di CAi?? Bolani ai??i?? aggiunge Rabino ai??i?? rientrano nella zona climatica Alpha, nella quale, nel periodo della vendemmia, la temperatura giornaliera A? compresa tra i 5 e i 20 gradi, analogamente alle realtAi?? viticole piA? apprezzate del nostro continente”. “Creiamo ai??i?? ha avuto modo di commentare il Presidente delle Tenute, Gianni Zonin – vini che raccontano un territorio, e che ne esprimono l’unicitAi??; che trasmettano ai consumatori caratteristiche, qualitAi?? e sfumature che rendano emozionante il gesto di aprire una bottiglia”. Bianchi secchi, eleganti, profumati, dal Pinot Bianco, al Pinot Grigio, allo Chardonnay, al Muller Thurgau, al Sauvignon, ai Sauvignon. Il Sauvignon Aquilis viene realizzato cosAi??: uve raccolte a mano in cassette nelle prime ore del mattino e scelta dei grappoli migliori; leggera pressature delle uve intere, fermentazione separata dei due cloni a temperatura controllata; maturazione sui lieviti per 8 mesi; successivo assemblaggio alla francese, curato dal professor Denis Dubourdieu. C’A? poi il Sauvignon altrettanto pregiato Tamanis. Sempre nei bianchi, nella linea CAi?? Bolani ci sono il Friulano, e il Traminer, che nelle terre aquileiesi vanta una antichissima tradizione di pregio elevato. Ecco i rossi: Alturio, morbido Refosco vitigno autoctono rivierasco; Cabernet Franc; Merlot; Refosco dal peduncolo Rosso. I frizzanti: Chardonnay e Muller Thurgau. E gli spumanti: Prosecco DOC e Prosecco DOC Spumante Brut. La ricetta del successo nel mondo dei vini CAi?? Bolani la spiega Rabino, al quale l’Assoenologi FVG, l’Unione Cuochi FVG e l’ARGA FVG, la stampa agricola e agroalimentare, la scorsa estate hanno consegnato alla Terrazza a mare, a Lignano Sabbiadoro (UD) il Premio Carati d’autore, nella settima edizione della manifestazione: – “Credo fermamente ai??i?? sostiene Rabino ai??i?? che il buon vino si faccia in vigna, partendo dalla qualitAi?? del vitigno e dalle potenzialitAi?? del territorio; un buon enologo, se ha a disposizione un’ottima uva, deve essere capace di ottenere un ottimo vino”.
Carlo Morandini

TERRITORIO: IL COMUNE DI FIUMICELLO RAPPRESENTA UNO SPACCATO DELLA STORIA PIU’ ANTICA DELL’AREA E DELLE GENTI RIVIERASCHE

CONSEGNATO AL VICESINDACO CLAUDIO PIZZIN L’ATTESTATO CHE TESTIMONIA UFFICIALMENTE L’ADESIONE DELLA COMUNITA’ LOCALE ALL’ASSOCIAZIONE LA RIVIERA FRIULANA

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Ha un passato antico, ricco di storia il Comune di Fiumicello (UD). Un passato che ha origine nella prospera colonia romana di Aquileia (UD). Come ricorda il vicesindaco, Claudio Pizzin, a quale il Presidente Carlo Morandini ha consegnato l’attestato che testimonia l’adesione dell’Ente locale all’Associazione Culturale no profit La Riviera Friulana ai??i?? “il nome Fiumicello deriva dal vocabolo latino ‘flumen’ (fiume), per la ricchezza di acque dell’area, e si trova scritto per la prima volta in un atto del 1174”. “La storia di Fiumicello ai??i?? aggiunge Pizzin ai??i?? A? intimamente legata a quella di Aquileia: ne ha subito le medesime devastanti invasioni barbariche da parte degli Unni, dei Visigoti, degli Ostrogoti, degli Ai??vari, dei Longobardi; ma nel contempo ha convissuto con Aquileia l’avvento del Cristianesimo”. E la costituzione del Patriarcato: un documento del 1210 ricorda che il Capitolo Aquileiese fu riunito a Fiumicello.

CONSEGNATO AL VICESINDACO CLAUDIO PIZZIN L’ATTESTATO CHE TESTIMONIA UFFICIALMENTE L’ADESIONE DELLA COMUNITA’ LOCALE ALL’ASSOCIAZIONE LA RIVIERA FRIULANA

Ha un passato antico, ricco di storia il Comune di Fiumicello (UD). Un passato che ha origine nella prospera colonia romana di Aquileia (UD). Come ricorda il vicesindaco, Claudio Pizzin, a quale il Presidente Carlo Morandini ha consegnato l’attestato che testimonia l’adesione dell’Ente locale all’Associazione Culturale no profit La Riviera Friulana ai??i?? “il nome Fiumicello deriva dal vocabolo latino ‘flumen’ (fiume), per la ricchezza di acque dell’area, e si trova scritto per la prima volta in un atto del 1174”. “La storia di Fiumicello ai??i?? aggiunge Pizzin ai??i?? A? intimamente legata a quella di Aquileia: ne ha subito le medesime devastanti invasioni barbariche da parte degli Unni, dei Visigoti, degli Ostrogoti, degli Ai??vari, dei Longobardi; ma nel contempo ha convissuto con Aquileia l’avvento del Cristianesimo”. E la costituzione del Patriarcato: un documento del 1210 ricorda che il Capitolo Aquileiese fu riunito a Fiumicello. Poi il feudalesimo interruppe la crescita del borgo rurale che pur aveva acquisito rilevanza nel territorio, impedendone la trasformazione da Gastaldia in Comune. Nel XV e nel XVI secolo Fiumicello fu occupata dagli austriaci ed A? influenzata dalle lotte tra Venezia e gli Asburgo. Nel 1516 Fiumicello assieme ad Aquileia, Gradisca e altre localitAi?? dell’epoca entra a far parte della Contea Principesca di Gorizia, sotto la dominazione austriaca. E vi rimarrAi?? a lungo, salvo una breve parentesi nell’era napoleonica, fino alla fine della prima guerra mondiale. Nel 1923 Fiumicello fu aggregato ad Aquileia. Per riprendere la sua autonomia l’1 giugno del 1947. Una localitAi?? rivierasca cosAi?? densa di storia, che ha vissuto la storia dell’area in tutti i suoi aspetti, rimanendo per secoli sottomessa, nella seconda metAi?? del ‘900 ha saputo sviluppare le proprie prerogative rurali, valorizzando le peculiaritAi?? e le vocazioni. “Da quarant’anni ai??i?? ricorda Pizzin ai??i?? il nostro attivo centro agricolo ospita la mostra regionale delle pesche, contribuendo a ottimizzare e a valorizzare una delle tipicitAi?? dell’agricoltura rivierasca”. Pizzin A? ben consapevole dell’assoluta pregnanza della memoria della civiltAi?? contadina. Che piA? che altrove A? intrisa delle vicende e delle vicissitudini che ha vissuto l’area rivierasca negli ultimi due millenni. Ed A? con orgoglio che ci introduce nella sede comunale, di fronte alla quale c’A? la sede della Banca di credito cooperativo Fiumicello e Aiello, simbolo della soliditAi?? dell’economia rurale dell’area, per presentarci i grandi pannelli che dominano la sala del Consiglio Comunale di Fiumicello. Sui quali l’artista del posto, Ivan Bidoli, ha impresso i momenti salienti della storia della sua cittadina. Pannelli nei quali si riconoscono i momenti cruenti che la comunitAi?? locale ha subito. Ma anche le tappe della crescita del borgo rurale. Attorno al quale si A? qualificata, proprio valorizzando l’agricoltura, la gente di Fiumicello e delle sue tre frazioni, Papariano, Sant’Antonio e San Lorenzo. Una realtAi?? e una terra rivierasca da visitare e da conoscere, anche attraverso la sua gente.
Carlo Morandini

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